1) Mister dopo aver vinto tanti campionati è riuscito ad alzare anche la Coppa Italia di serie C1. Cosa ha provato al triplice fischio dell’arbitro?

Avevo perso una finale di Coppa due anni fa e ci tenevo particolarmente a vincerla anche perché questo è un anno particolare per me. Sono fuori per una squalifica assurda e questa vittoria mi ripaga della sofferenza che ho provato da due mesi a questa parte.

2) A chi vuole dedicare questa ennesima vittoria?

A mia moglie e ai miei figli ma anche a un gruppo di giocatori che mi ha dimostrato un attaccamento incredibile, alla società che mi ha permesso di allenare un gruppo così competitivo.

3) Chi meglio di lei lo può dire: quali sono gli ingredienti per vincere?

Non ci sono segreti. Lavoro, umiltà, basi tecniche importanti e la disponibilità della società a fare sacrifici e quel pizzico di fortuna che non deve mai mancare.

4) Quali sono gli obiettivi che si è prefissato insieme alla squadra da qui a fine stagione?

Cerchiamo di non ragionare a lungo termine. Sappiamo che appena caliamo la guardia diventiamo vulnerabili, dobbiamo far sì che succeda meno possibile e i conti si faranno alla fine.

5) Questo è il secondo anno che siede sulla panchina dello Sporting Limatola, che rapporto si è creato con il Presidente D’Angelo e tutto l’ambiente societario?

Ho sposato appieno il progetto partendo dalla C2. Sono stati mesi intensi coronati da successi importanti. Il Presidente e i dirigenti mi hanno sempre mostrato grande fiducia e lavorerò sodo per non deluderli perché ho trovato un ambiente di persone sincere che meritano il meglio. Forza Limatola!

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